fu un’annata estremamente difficile poiché durante l’estate ci furono piogge catastrofiche. La Massa perse il 75% della sua produzione, ma Giampaolo decise di produrre lo stesso il Giorgio Primo per dimostrare che la sua terra era capace di ottenere risultati molto soddisfacenti anche nelle peggiori condizioni. Del resto, essendo amante del metodo bordolese, non fece altro che applicarlo declassando gran parte della raccolta e producendo comunque una piccola quantità del suo “grand vin”. Il 2002 ci offre le sfumature piacevoli del legno, quelle della quercia leggermente “fumé”, un frutto di buona maturità dalla polpa generosa, dei tannini delicati, leggermente astringenti e gli aromi di spezie e ciliegia nera, buona concentrazione, insomma un vino fatto piuttosto bene per un 2002.
Naso molto complesso, terroso, erboso, speziato, legno presente ma ben fuso. La bocca possiede un grande volume, con sapori di tabacco e di frutta matura, bella concentrazione; i tannini sono fini ma ancora piuttosto astringenti, il finale é lunghissimo e la liquerizia é ben presente; arrivati a questo punto, arriviamo anche alla conclusione che la liquerizia é la firma riconoscibile del vino “Giorgio Primo”. Il vino é ancora giovane, anche qui ci sembra possedere un grande potenziale.
Un vino più classico, piacevole, riconoscibile, con note di tabacco biondo, di quercia, di torrefazione, il tutto incastrato su uno sfondo fruttato di buona maturità. La bocca é agile, più accessibile che il' 99, vellutata, con un'estrazione meno importante, meno pesante.
Prima annata durante la quale tutto il vino é stato maturato in legno completamente nuovo eppure il naso é discreto, vi troviamo note di frutta, cuoio, spezie e liquerizia. Anche in bocca il vino é un po’ chiuso, estremamente tannico, la liquerizia occupa tutta la bocca fino alla fine. Bisognerà aspettare che il frutto torni in superficie e che la potenza tannica si faccia più discreta, da ridegustare fra qualche anno.
E’ l’annata che permise a Giampaolo Motta di far conoscere i suoi vini, di costruirsi una certa fama ed accrescere i suoi mezzi finanziari eppure sembrerebbe non essere l’annata preferita dal proprietario …Il vino é ancora giovane, il naso é fruttato, leggermente fumé, con delle sfumature terrose, di cuoio e liquerizia. La bocca é ancora tannica, potente, leggermente alcolizzata, con un certo carattere minerale, vi si ritrova la liquerizia, bella concentrazione, il finale é intenso e persistente. Rimane impressa questa grande energia, un vino che ha ancora molto da offrire e forse col tempo, farà anche cambiare idea al suo creatore.