Idee da stappare a Capodanno

Il cheap&chic : Ayala Brut Majeur, la rappresentazione pura e semplice dello stile di una Grande Maison. Il Pinot Noir, qui maggioritario, si armonizza perfettamente con lo Chardonnay. L’approvigionamento che viene effettuato presso i migliori grandi e primi cru gli dona vinosità e finezza. Il Pinot Meunier gli da’ quel tocco di charme e di frutto che crea un insieme vivace e nervoso come ci piace. L’origine di ogni cru é l’oggetto di una selezione drastica.
Ayala fu fondanta nel 1860 ed é una tra le più piccole Maison della Champagne, piccola ma di classe, anzi « di alta moda » perché privilegia una produzione modesta dove la qualità é al centro di ogni attenzione, dove il motto é quello di : presentare una gamma di Champagne purissimi, molto freschi, estremamente eleganti e fini, questo grazie anche al dosaggio debole o inesistente, una primizia che ha fatto di Ayala il pionere di uno stile nuovo (tra i 27€ e 30€ la bottiglia).

In offerta fino al 31/12/12 su www.millesima.it a 25.17€ la bottiglia, consegna gratuita.

Il valore sicuro : Laurent Perrier Brut, vino simbolo dello stile della Maison che si distingue per via della grande quantità di Chardonnay che lo compone (50%) e che gli dona freschezza, purezza ed eleganza, tre parole che costituiscono il motto di Laurent-Perrier. Questo Brut é animato da una fine e persistente effervescenza. Al naso il bouquet é leggero e ci regala la freschezza degli agrumi e della frutta bianca. In bocca é delicatamente corposo, il che traduce una bella energia che si spande progressivamente tramite i sapori fruttati, l’equilibrio dell’insieme ed il finale molto lungo.

La Maison Laurent-Perrier é stata fondata nel 1812 e da sempre coltiva una certa inventività enologica che caratterizza la famiglia fondatrice generazione dopo generazione. Primo creativo fra tutti fu Bernard de Nonancourt, la cui arte é prodigata oggi dalle figlie Alexandra Pereyre de Nonancourt e Stéphanie Meneux. Tutte le cuvée di Laurent-Perrier sono intrise di questa creatività che ha come fine quello di riavvicinare il più possibile ogni vino alla sua epoca, rispettando pero’ lo stile della casa che é quello della purezza, eleganza e freschezza (tra i 31€ e 37€ la bottiglia).

In offerta fino al 31/12/12 su www.millesima.it a 29€ la bottiglia, consegna gratuita.

L’eleganza allo stato puro: Gosset Grande Réserve, una delle Maison familiari ed artigianali più antiche, in produzione da più di 4 secoli ! Già dal 1584, Pierre Gosset produceva vino (rosso all’epoca). Bisogna immaginarsi che due soli vini erano in concorrenza sulla tavola dei re di Francia : i vini di Aÿ appunto e quelli un po’ più al sud di Beaune. Entrambi erano prodotti con gli stessi vitigni, il Pinot Noir e lo Chardonnay. Poi, nel XVIII° secolo i vini di Aÿ diventarono effervescenti. Oggi, le cuvée della Maison Gosset sono presentate in flaconi dallo stile antico, riprodotti esattamente come quelli del XVIII° secolo.

Il Grande Réserve é un blend elegantissimo di 3 vitigni (Chardonnay 43%, Pinot Noir 42% et Pinot Meunier 15%) e di varie annate. Il naso é aperto ed espressivo, evoca i piccoli frutti rossi, il frumento, la frutta secca, le marmellate, un’impronta olfattiva ricca, molto concentrata, golosa. In bocca la tensione minerale é molto rinfrescante e si associa perfettamente all’evocazione olfattiva di ricchezza e corpo. Sotto l’espressione densa della frutta matura e secca, appare una filigrana di freschezza, uno scheletro fine ed elegante, di razza, firma indiscutibile degli Champagne Gosset. 37€ la bottiglia, disponibile su www.millesima.it

L’eccezionale : Moët&Chandon Grand Vintage 2000. La storia di Moët&Chandon comincia nel 1446 quando i fratelli Jean e Nicolas Moët furono nobilitati dal re Carlo VII, dando vita cosi’ ad una nobile dinastia il cui cognome rappresenta ad oggi una delle riuscite più importanti della storia dello Champagne. Bisognerà comunque aspettare il 1743 che Claude Moët, negoziante di vini, crei la Maison Moët & Chandon la cui fama sarà consolidata dalle varie corti dell’epoca ma sopratutto dalle donne. Madame de Pompadour, favorita della corte del re Luigi XV, apprezzava molto questo vino del quale vantava la dote di renderla più bella e di dare spessore e spirito agli uomini che lo bevevano. Più tardi, con Jean Rémy Moët, la Maison diventerà la prima marca internazionale del lusso. Il gruppo LVMH ne assicura la continuità dal 1987. Una selezione rigorosa caratterizza la politica qualitativa del direttore di cantina, Benoit Gouez.

E’ dal 1943 che la Maison produce questo Grand Vintage ma solo nelle annate eccezionali. L’annata 2000, la 67esima ad essere prodotta, è appunto una di queste cuvée eccezionali che traduce perfettamente il frutto della vendemmia, intrigante e complesso. L’assemblaggio è realizzato con 3 vitigni : 50% Chardonnay, 34% Pinot Noir e 16% Pinot Meunier. Nel bicchiere troviamo un bel giallo dorato. Al naso, aromi fini e complessi di mandorla tostata e speziature. Aromi di mango e pesca arrivano subito dopo. In bocca, è uno Champagne ben strutturato che sorprende per via della sua intensità.

Per un Capodanno coi fiocchi, tentatelo in Magnum (1.5 Litri) su www.millesima.it a 106.33€ il Magnum

Il più sontuoso : Dom Pérignon Vintage 2003, annata caldissima quindi é stato legittimo porsi la domanda : millesimeranno oppure no ? Richard Geoffroy, l’emblematico « chef de cave » ha risposto « senza alcun dubbio, 2003 é un vero millesimato ». Eppure il caldo di quella famosa estate é stato quasi epico, la regione Champagne non aveva sudato cosi’ tanto da più di 50 anni…e dopo il caldo, il gelo (ad aprile) cosa che ha avuto come conseguenza la modificazione radicale del blend standard della Maison (normalmente metà e metà tra chardonnay e pinot noir) creando una percentuale storica :62% di pinot noir e 38% di chardonnay, altra cosa mai vista dal 1921. Il risultato : semplicemente lo Champagne più potente ed intenso che la Maison abbia mai prodotto, senza forzature pero’, senza pesantezza e senza nessuna traccia di ossidazione. Ma se preferite lo stile più classico di Dom Pérignon, allora permettetemi di suggerirvi il vintage 2002, un’annata più che mitica (tra i 139€ ed i 150€).

In offerta fino al 31/12/12 su www.millesima.it a 132€ la bottiglia, consegna gratuita.

Brindiamo? Pop-pop, ecco i tappi che volano… a tutti BUON ANNO!!

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Per Natale regalate un libro…sul vino pero’!

E non uno qualunque! Eccovi una selezione tutta personale di tre giovani e simpatiche autrici che ci fanno viaggiare alla scoperta di vini mitici come lo Champagne ed il Sauternes.

Bollicineterapia, la via frizzante alla felicità:
Un libro articolato in diverse sezioni che vanno dalle tecniche di produzione sino ai consigli di servizio e di degustazione, completate da una parte storica che ne é un po’ il filo conduttore e da anedotti e citazioni (lo Champagne nei film, le relazioni tra astrologia cinese e bollicine…).

La parte più interessante é quella dedicata ai ritratti delle donne dello Champagne e delle “bollicine“ nostrane (eh, già, non é solo la Francia ad avere tale vocazione !).

La personalità dell’autore si svela più avanti, quando Chiara, neo Ambasciatrice Italiana dello Champagne, ci racconta una decina di vini indimenticabili e gli abbinamenti con ricette insolite cullate da una colonna sonora gioiosa e frizzante come un calice di bollicine. Per Natale fatevi prescrivere questa BollicineTerapia !

Editore: Salani Editore (22 novembre 2012)

Autore : Chiara Giovoni, Sommelier, wine writer ed Ambasciatrice Italiana dello Champagne 2012

Prezzo in libreria: 11€

Sauternes. Viaggio alla scoperta di un vino dolce leggendario

Un vero viaggio a Sauternes alla scoperta dei segreti di questo vino diventato un eno-mito. Pagina dopo pagina ci si immerge nei vari châteaux, nella loro storia e nelle loro tradizioni. Si parla di uomini, di terroir, quindi di natura e del rapporto che li tieni uniti l’uno all’altro.

Sono sedici i produttori che ci illustrano il loro stile e l’eccellenza dei loro vini dolci che viene interpretata da chef internazionali tramite ricette creative davvero intrise di originalità. Non mancano i consigli sulla degutazione ed anche un itinerario che conclude in modo goloso la lettura di questo splendido libro.

Editore: Gribaudo (5 dicembre 2012)

Autori : Cinzia Benzi & Laura Di Cosimo

Prezzo in libreria : 50€

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Vinogusto partner del Wine Business Innovation Summit

Innovare tenendo conto dei bisogni dei consumatori

Il prossimo 19 gennaio si terrà a Bruxelles la prima edizione del Wine Business Innovation Summit , una conferenza internazionale che incoraggia l’innovazione e lo spirito d’iniziativa nel mondo del vino con laboratori, dibattiti, presentazioni, concorsi di idee e degustazioni, il tutto in presenza di esperti ed appassionati che arriveranno da tutta Europa. Un evento da non mancare!

Tutta la squadra di Vinogusto.com non solo sostiene questo progetto ma vi parteciperà. Per raggiungerci in Belgio eccovi i vari link per potervi iscrivere alle diverse attività che si svolgeranno non solo di sabato:

Venerdi 18 gennaio :
- register for the #vinocamp & #winelover hangout

Sabato 19 gennaio :
- inscrizione alla #WBIS conference (-50% con il codice promozionale « FRIENDS »)
- inscrizione alla cena #WBIS Belgian Dinner

Domenica 20 gennaio :
- register for the #winelover hangout

Lunedi’ 21 gennaio :
- register for the France-Vins #winelover Area

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Vinitech Sifel, la fiera mondiale delle tecniche della vigna e del vino

Ecco un’altra mega fiera che si tiene a Bordeaux ogni 2 anni incentrata sulle tecniche utilizzate nella filiera vitivinicola. In media si contano 40000 visitatori e gli espositori quest’anno sono 8000.


E’ proprio qui che un po’ di anni fa sono apparsi i Bag in Box che oggi si declinano in versioni morbide per essere più facilmente trasportati, ma la tendenza che sembra farsi strada é quella dei contenitori XXL : magnum e doppi magnum in testa ma anche adattazioni dei fusti di birra per il vino.
Altra tendenza che si conferma é quella del tappo tradizionale in sughero. Soggeto inesauribile di dibattito tra sughero appunto e tappi a vite o di plastica, la fiera ci conferma la fine del problema del « cattivo gusto » di tappo dopo che, finalemente, la filiera del sughero, principalemente di origine portoghese, si é professionalizzata.

Quello che comunque attira di più l’attenzione é il reparto delle bottiglie di lusso, in particolare le novità e design di quelle degli alcolici tipo Cognac ed Armagnac. Il settore dei regali esplode, sopratutto in Cina, e c’é bisogno di dimostrare la propria creatività tramite colori, chiusure originali e stampe su cartone…

Le novità nell’ambito delle etichette si trovano sopratutto nella lotta che i grandi château fanno alle copie asiatiche per preservare la loro unicità : stickers, codici in rilievo , codici QR e trame speciali nella carta stessa.

Tra tutte le novità che ho visto, quella che mi ha più impressionato sono i sensori di temperatura sviluppati dalla società e-Provenence, grossi come una carta di credito e che vengono collocati nelle casse o cartoni di vino in consegna e che permettono al consumatore che acquista bottiglie online di constatare che questa operazione si é svolta nelle migliori condizioni, ovvero che la temperatura tra la partenza dalla cantina fino all’arrivo a casa loro é sempre stata costante e che non c’é alterazione del prodotto.

La winery californiana Cain ha adottato questi sensori ed ha aumentato in modo esponenziale le sue vendite online garantendo un servizio in più (questo, bisogna dirlo, anche grazie alla FedEx che gli consegna i vini e che negli USA garantisce con tanto di contratto assicurativo la costanza della temperatura). Durante la fiera, e-Provenence ha anche presentato l’evoluzione di questa carta dove oltre alla temperatura, si puo’ controllare il tasso di umidità ma anche geolocalizzare la propria cassa di vino…

Eventi immancabili della fiera sono state le varie conferenze presso il polo numerico, riunite sotto l’ombrello del Vinocamp, una specie di campo scout dove ci si riunisce in cerchio e si dibatte in presenza di esperti che fanno da moderatori.

Questi Vinocamp si svolgono ogni 2 o 3 mesi in provincia e sono stati lanciati 2 anni fa’ da una blogger e produttrice di vino nel Beaujolais Miss Vicky Wine. A Vinitech si é parlato sopratutto delle reti sociali (Facebook, twitter, pinterest ecc.) e di come questi mezzi possano aiutare un vinaiolo a valorizzare il suo savoir-faire, a trovare nuovi clienti e a rendere fedele la clientela attuale.

Si é anche parlato di e-commerce con Gérard Spatafora, responsabile e-commerce del negoziante bordolese Millésima che ha dipinto le varie realtà della vendita di vino online e le sue differenze. In Francia, come in Italia, dove i vini sono « prodotti del terroir » e non « prodotti di marketing » é molto difficile realizzare degli incrementi spettacolari come si possono notare nelle winery americane dove la vendita diretta al consumatore online puo’ anche raggiungere il 60% del fatturato. Da noi c’é bisogno di crerare molto contenuto, molta pedagogia e per far cio’ Gérard ci ha parlato del sistema RO,PO Research Online Purchase Offline, ovvero di coloro che cercano info sul web ma che vanno a comprare la bottiglia in enoteca. Mettendo online sempre più contenuto, automaticamente si sale in classifica nelle ricerche e cio’ puo’ portare il consumatore a reclamare il vostro prodotto in negozio. Vari esempi di belle riuscite in questo senso , sopratutto in Inghilterra, ci confortano perché questo lavoro richiede un sacco di tempo e d’impegno personale : scrivere sui blog, su FB, su twitter, aggiungere contenuti al proprio sito, insommma diciamocelo, bisognerebbe dedicarvici almeno un paio d’ore al giorno, ma qual’é il viticoltore che ha cosi’ tanto tempo ? Eppure, eppure, bisogna scrivere, raccontare il proprio prodotto, mescolando le tipologie dei post, dai più lunghi ed esplicativi ai più corti e divertenti perché non si sa’ mai quale sarà il contentuo che creerà il “buzz” nella rete…

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Contiene Solfiti

Lo leggete praticamente su tutte le etichette di vino, ma cosa implica veramente?

I solfiti (SO2, anidride solforosa) sono usati nell’industria agroalimentare da un sacco di tempo per via del loro potere antiossidante ed antimicrobico evitando cosi’ l’alterazione delle proprietà organolettiche del prodotto finale. Nella conservazione del vino, i solfiti hanno anche la capacità di manterere una certa freschezza. Ma allora perché ce l’hanno tutti contro di loro ? E come ci arrivano i solfiti dentro al vino ?

Essendo prodotti in parte naturalemente durante il processo di fermentazione, non si puo’ dire che un vino ne sia privo del tutto, é pero’ vero che si possono aggiungere…e la sfida sta proprio qui : minimizzare la quantità di « buon » SO2, minimizzando cosi’ il livello globale di anidride solforosa. Oggi, grazie alle cure prodigate nel vigneto ed in cantina, gli enologi possono abbassare i loro bisogni di SO2 senza quindi aggiungerli durante la fermentazione.

La ragione per cui si aggiungono quantità ragionevoli (e limitate) di solfiti viene dal fatto che il vino é un prodotto deperibile, incline all’ossidazione ed allo sviluppo di aldeide ed altri strani odori. Queste quantità sono controllate e limitate. In Europa il livello massimo di solfiti che un vino rosso puo’ contenere si aggira attorno ai 160 ppm (parte per milione), 210 ppm per i vini bianchi e 400 ppm per i vini dolci-passiti. Visto che questi vini sono esportati ed importati in tutto il mondo, ritroviamo più o meno gli stessi livelli autorizzati anche negli USA e sul resto del pianeta.

E’ sorprendente sapere che i vini rossi contengono meno solfiti, ma contenendo anche i tannini (agente stabilizzante) la cosa mi sembra normale. Per di più, molti vini rossi, dopo la fermentazione alcolica, fanno anche la fermentazione malolattica e quindi non richiedono aggiunta di solfiti per proteggersi durante l’affinamento e l’invecchiamento.

Sovente, si accusa il diossido di zolfo di procurare mal di testa ma per ora nessuna ricerca medica ha accertato la relazione possible che potrebbe esistera tra i solfiti ed il mal di testa. Ci sono altri componenti nel vino, tra cui anche i tannini, che invece si possono mettere in relazione con questo fastidio doloroso. Se mangiate spesso frutta secca, é segno che non siete allergici, infatti la frutta secca ne contiene fino a 1000 ppm.

Normalmente, il consumo di solfiti non é pericoloso, tranne se si é soggetti ad una forma severa di asma o se il proprio corpo non fabbrica abbastanza enzimi capaci di dissolverli, ma indipendentemente da una risposta di tossicità immediata, l’anidride solforosa sembrerebbe causare una tossicità cronica se frutto di assunzioni minime ma ripetute che si riflette attraverso l’alterazione dell’apparato cardiovascolare.

Come dicevo prima, la quantità di solfiti contenuta in una bottiglia di vino é estremamente sorvegliata e da qui deriva l’obbligo di scrivere sull’etichetta « contiene solfiti » se le analisi rivelano più di 10 ppm.

Ormai tutti i produttori di vino sono coscienti del problema e quindi cercano di tenere il più basso possibile il tasso di aggiunta di tali solfiti (faccio notare che anche nella pratica della viticoltura biologica l’impiego dei solfiti è consentito, seppure con rigide restrizioni, il che ci indica quanto tali composti siano molto utili e, ad oggi, insostituibili).

Da un po’ di tempo a questa parte crescono pero’ sugli scaffali le etichette di vini detti « naturali », ovvero « senza aggiunta di solfiti ». Per darvi un esempio, guardate l’etichetta di questo Monteregio di Massa Marittima della splendida cantina maremmana dei Marchesi Antinori « Le Mortelle », una cantina ad impatto ambientale bassissimo che rispetta la tradizione agricola attualizzandola tramite un approccio ecosostenibile.

La fattoria, che possiede anche 15 ettari di frutteti a coltivazione biologica, é seguita dall’agronomo David Landini che mi ha parlato del progetto « PuroVino », un marchio che può essere adottato dai produttori vinicoli e dalle aziende agricole che aderiscono all’iniziativa e che intendono utilizzare il metodo purovino® per la produzione di vino senza solfiti aggiunti.

Altro label interessante in questo senso é quello dell’associazione VinNatur che riunisce vignaioli da tutto il mondo che producono vino in quantità artigianali e non industriali, su vigneti a basse rese e con uve sane e prive di pesticidi. Le uve non subiscono nessun trattamento chimico, non c’è aggiunta di zucchero, enzimi, additivi. Le fermentazioni sono spontanee, senza aggiunta di lieviti selezionati in laboratorio ma solo lieviti naturalmente sviluppatisi in vigneto, sono esclusi aggiustamenti di acidità, micro ossigenazione o trattamenti di vario tipo….Vignaioli che potrete incontrare durante l’evento annuo della Villa Favorita che si svolge in Veneto in contemporanea del Vinitaly.

Il « Vino Naturale » oggi è un movimento che sta dimostrando una forte crescita ma si continua a polemizzare sul significato del termine « naturale » in quanto ci sono opinioni discordanti in merito alla terminologia da utilizzare per identificare un prodotto come il vino…. E voi, cosa ne pensate ?

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Cantina Pieve Vecchia

Ecco una cantina dove la parola « accoglienza » trova tutto il suo significato : visite guidate, eventi, degustazioni, spazi a cielo aperto ed interni progettati con cura da Cini Boeri. Siamo a Pieve Vecchia, una collina scavata e poi ricoperta per creare una cantina a bassissimo impatto ambientale dove tutto é stato studiato al fine di ottenere un inserimento armonico nel territorio di Campagnatico.

Iniziata nel 2007 e finita nel 2010, questa cantina nasce dal desiderio dell’Ingegnere Monaci (proprietario anche della Locanda il Glicine, sempre a Campagnatico) di allargare il suo percorso al mondo del vino. Siamo qui nella denominazione Montecucco, una denominazione giovane creata nel 1997 che oggi sta diventando un valore sicuro della nuova enologia italiana.

Lo spazio di fermentazione con 32 cuve di Inox, la barricaia, il deposito e lo spazio per l’imbottigliamento sono sottoterra. La parte superiore contiene il wine bar, il negozio e la sala conferenze. Ad oggi vi sono prodotte 100 mila bottiglie ma la capacità di produzione potrà arrivare anche a 220 mila. Questo importante volume di produzione ha portato l’architetto a destrutturare la massa globale degli edifici separando i vari corpi con una specie di piazza centrale che ricorda il concetto funzionale del borgo medievale. Questa piazza centrale crea una rottura delicata nel tessuto collinare che circonda la cantina ed é diventata cosi’ il cuore di tutta l’attività di produzione ma anche di quella turistica.

La propretà si estende su 50 ettari di cui 30 sono vitati e la prima vendemmia é nata nel 2007. 6 vini vi sono prodotti, andiamo a scoprirli uno per uno :

Campo del Noce 2001, DOC Montecucco Vermentino (in purezza) : un naso iodato, fresco e fruttato, sapido. In bocca tutta la tipicità del Vermentino si esprime con enfasi, il finale é un po’ amarognolo. Un vino bianco molto soddisfacente venduto in cantina a 8€ la bottiglia. Da sottolineare che negli USA é stato votato da Stephen Tanzer’s International Wine Cellar : 94/100 !!

Le Zere 2011, IGT Maremma Toscana : Chardonnay e Fiano, un matrimonio insolito in Toscana ma che ha fatto le sue prove secondo l’enologo di casa Ugo Pagliai. Un vino con una certa struttura, naso burroso ed intenso, una bocca tappezzata di frutta (pera) e lievi note di lieviti, una buonissima acidità ma forse un po’ troppo alcol. 9€ in cantina.

Biancamara 2011, IGT Maremma Toscana : anche qui Chardonnay + Fiano ma che passano 3 mesi in tonneaux e tre altri in bottiglia, un vino straordinario !! Il naso ricorda la Borgogna e la bocca é supportata da alcol ed aromi e da gentili note di fumé, una delizia per soli 10€.

Passiamo ora ai rossi con l’Albatrello 2011, DOC Montecucco Rosso : Sangiovese 80%, Alicante 20%. Un naso tutto sul frutto ed una bocca stupefacente, talmente soffice da risultare morbida ed estremamente piacevole. 9€

Chorum 2008, DOC Montecucco Sangiovese che passa 1 anno in botte grande ed il successivo in tonneaux. Il colore evoluto é ingannevole poiché una volta portato al naso o in bocca il vino é potentissimo, poche e piacevoli le tracce di legno, la bocca é piena, la cigliegia straripante, i tannini soffici e quasi dolci. Una gran bella riuscita per 12€.

Pieve dei Monaci 2009, IGT Maremma Toscana : Un Syrah in purezza, con le sue note caratteristiche di spezie ed una bocca delicata, aromatica e morbida ; 14€.

 

Mi rendo conto degustando questi rossi che il filo conducente é ben visibile e collocabile nel lavoro straordinario apportato ai tannini in bocca che mi regalano sensazioni di dolcezza, soffici e morbide. Un applauso davvero poiché il Sangiovese da queste parti risulta a volte troppo acido o troppo generoso a livello alcolico o troppo estratto quando si parla della trama tannica…

 

In conclusione vi invito calorosamente a visitare questa splendida cantina dove sarete accolti a braccia aperte ! Io, ve lo dico, appena torno in Toscana, torno a Pieve Vecchia !!

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Muralia, una cantina da toccare con mano

La prima volta che ho incontrato Stefano Casali e degustato i suoi vini era tre estati fa’ in compagnia di due enologi bordolesi che portavo in giro per cantine in Toscana. Dopo un bel concerto all’aria aperta nell’ambito del festival Segni, Suoni e Sapori organizzato dal Comune di Roccastrada (GR), ci eravamo ripromessi di tornare e cosi’, qualche giorno dopo, abbiamo preso appuntamento ed eseguito la visita con diligenza.

All’epoca avevamo degustato solo 3 vini, 2 rossi (i cru Babone e Altana 2007, denominazione Monteregio di Massa Marittima) ed uno spettacolare Viognier chiamato Chiaraluna, talmente spettacolare che é stato amore a prima vista, anzi a primo sorso.
Io l’ho subito inserito come vino di riferimento nel libro di cucina sulla Maremma Toscana che ho pubblicato a marzo del 2012 sul mercato francese e l’enologa bodolese specialista del Sauvignon bianco che mi accompagnava, se n’é comprata 2 casse che apre con cura di tanto in tanto quando vado a cena da lei…

Un vino che va a ruba e che, malgrado la mia ultima visita di qualche giorno fa’, non sono riuscita a comprare neanche in azienda perché non ce n’era più : buuuu ! Prenoto da ora la nuova annata raccolta l’8 settembre (un po’ più tardi del solito) e che resterà in barrique fino a gennaio sui lieviti di fermentazione, con un batonnage 2 volte alla settimana. Un vino che, degustato direttamente dalla barrique, risulta già fresco, gentile, sapido, ben equilibrato, con aromi di banana ed un bel volume dato dai lieviti.

Ma facciamo un passo indietro e’ cominciamo a parlare del luogo : siamo in Maremma, la bella addormentata, per anni dimenticata da tutti ed oggi centro nevralgico della nuova enologia italiana. Muralia si estende su 13 ettari e nasce dal desiderio di Stefano e sua moglie Chiaradonata di cambiar vita, lasciando Milano per installarsi qui, in mezzo a questa natura forte e selvaggia.

All’inizio trasformano i casali in agriturismo: il Poggiarello, e poi il progetto prosegue con la produzione di vini su una terra calcarea, cistosa ed argillosa. Proprio in zona, nel passato, gli uomini estraevano minerali ed il territorio conferisce oggi, a questi vini, la spiccata mineralità che ne é diventata una caratteristica specifica.

 

All’epoca della mia prima visita il Cru Babone dell’annata 2007 mi era già piaciuto, degusto oggi il 2008 e ne sono veramente entusiasta ! 65% Sangiovese, 35% Syrah di cui il 20% passa un anno in barrique. Al naso é vinoso, ma fresco, la bocca é dolce, i tannini soffici, il finale é vellutato, fruttato e sostenuto da una lieve nota di boisé molto piacevole. Stefano mi fa assaggiare in anteprima anche il 2009, un vino molto ricco, esplosivo e con ancor più frutto. Un vino che riflette il territorio sul quale é prodotto, una bottiglia come una cartolina, un’istantanea di Maremma.

L’Altana invece non mi aveva marcata. Sarà forse la denominazione (Monteregio di Massa Marittima) con la quale ho qualche problema (perché qui il Sangiovese é a volte troppo acido per me)…in ogni caso, degustando il 2010 che sarà disponibile nel giugno del 2013, mi mangio il cappello, il vino é si ancora giovane, ma c’é già una certa eleganza ed anche un profilo mediterraneo riconoscibile ed apprezzabile.

 

Segnalo anche il cru Manolibera (Merlot, Sangiovese e Cab Sauv), un vino con un prezzo imbattibile, il preferito dai professionisti perché perfetto per farne un vino al bicchiere, un cru che fa il suo lavoro, pulito, vinoso, pepato…un vino che, a detta di Stefano, ha un po’ troppo successo.

Degusto poi, per la prima volta, il « grand vin » della tenuta, il Muralia stesso, annata 2008, 50% Syrah, 30% Cab Sauv e 20% Sangiovese, prodotto su un terreno sassoso con un tasso di ferro da paura sul quale la scelta della Syrah si é imposta con forza. Un vino potente, elegante, con la giusta speziatura ed un frutto seducente.

La cantina é nuova, ma l’agriturismo il Poggiarello (link qui) è una tipica casa di campagna del 1700, circondata da un paesaggio di macchia mediterranea, ristrutturata con molto amore. Un piccolo ristorante, riservato agli Ospiti, è l’occasione per conoscere la cucina maremmana, semplice e gustosa, accompagnata ovviamente dai vini di Muralia !

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Il nuovo catalogo di Millésima

Il nuovo catalogo di Millésima, collezione Autunno-Inverno 2012-2013, da oggi on line su : www.millesima.it è il riflesso della collaborazione originale tra Millésima e Jofo, un’artista-pittore bordolese, molto famoso per via del suo personaggio dagli occhioni enormi chiamato « Toto ». Questa collaborazione è cominciata durante la settimana di Bordeaux Fête le Vin, nel giugno scorso.

 

Per l’occasione, l’artista aveva decorato un’immensa bottiglia alta 4 metri creando un’opera coloratissima per la grande festa del vino.

L’idea di continuare a collaborare era del tutto evidente. Eccovi quindi il  nuovo catalogo di Millésima firmato « by Jofo ».


Questa nuova collezione Autunno-Inverno comporta diverse novità : prima fra tutte l’aggiunta di diverse Maison alla gamma di Champagne e questo per rendere ancora più festivo il prossimo Natale : Ayala, Taittinger, Deutz, Larmandier-Bernier, De Sousa, Gosset, Lallier… con dei flaconi che vanno dalla mezza bottiglia fino al Salmanazar (9 litri), ovvero più di 240 Champagne bianchi e rosati, senza dimenticare i nuovi coffanetti disponibili in edizione limitata (Dom Pérignon 2003 by David Lynch , Moet Impérial Point de Diamant).

Seconda, la selezione di grandi vini di Bordeaux, Borgogna, Champagne, Alsazia, Valle del Rodano del 2010, annata eccezionale che é appena stata consegnata in cantina.
Le feste di fine anno sono anche il momento opportuno per pensare ai regali da fare ed alle bottiglie da condividere durante i banchetti natalizi. Per questa occasione, Millésima ha selezionato 80 grandi bottiglie e magnum di Bordeaux, Borgogna, Alsazia e Valle del Rodano che ha inserito nell’offerta speciale 1+1=3 « per l’acquisto di 2 casse, le offriamo la terza ». Millésima propone anche anche 3 grandissimi vini di Sauternes, gli châteaux Rayne Vigneau, Rieussec e Liot, con uno sconto del 50% sulla seconda cassa acquistata.

La consegna prima del Natale é garantita per tutti gli ordini ricevuti entro il 30 novembre 2012.

Per ordinare, contattate Stéphanie Rocamora al numero gratuito 800 781 725 oppure 00 33 557 808 810, sarà la vostra consigliera : ha degustato più volte ogni vino della collezione natalizia e vi aiuterà a scegliere i regali più belli. Oppure ordinate direttamente sul sito www.millesima.it

Buone feste natalizie!

 

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La 79esima Festa della Vendemmia di Montmartre

Si è appena conclusa a Parigi la 79esima Festa della vendemmia a Montmartre, 5 giorni di celebrazioni che ogni ottobre animano il 18° arrondissement tra sfilate, percorsi gastronomici, fuochi d’artificio, concerti e sopratutto con la degustazione del vino novello dei 1556 m² di vigna che ancor oggi sono curati amorevolmente sulla collinetta del Sacro Cuore. Di solito chiuse al pubblico, le vigne sono visitabili proprio durante questa festa alla quale partecipano ogni anno più di 500 mila persone.


La festa inizia di mercoledi’ con i bambini del quartiere e si prosegue il giovedi e venerdi tra conferenze, spettacoli e degustazioni. Il giorno più bello rimane pero’ il sabato con la grande sfilata che parte dal palazzo del Comune del 18° (Jules Joffrin) e che per tre ore percorre tutte le stradine in salita fino ad arrivare dall’altra parte della collinetta.

Sono 1600 le persone a sfilare tutte appartenenti a confraternite vinicole, non solo quella di Montmartre ma anche quelle del Beaujolais, del Tavel, di Bordeaux ecc. 160 stand di viticoltori ed artigiani provenienti da tutto il paese s’installano tra la piazza du Tertre ed il Sacro Cuore e propongono ai partecipanti i loro prodotti. Il tutto si conclude con un gran fuoco d’artificio che illumina il cielo notturno della capitale francese.

Bande e canzoni pagane sono il clou di questo avvenimento pieno d’innocenza e tradizioni anche se il vino prodotto a Montmartre non si puo’ dire che sia un granché…L’atmosfera (quest’anno sotto una pioggia crudele e qualche sprazzo di sole) é sempre gioiosa ed il quartiere torna ad essere un grande villaggio com’era in passato, decentrato rispetto al resto della città, campagnolo. Pensate che gli abitanti attuali del 18°, quando si devono rendere in un altro punto di Parigi, dicono « scendo in città » oppure « si, mio marito lavora in città », la cosa mi fa sempre sorridere perché già con due fermate di metro’ si é a Pigalle, ex quartiere « caldo » oggi, invaso da bus di turisti che credono di rivivere l’epoca d’oro del french cancan bevendo uno champagne scadente al Moulin Rouge… Amici turisti, la prossima volta che volete rivivere l’atmosfera dei pittori e dei cantastorie, fatevi un giro a Montmartre durante la « fête des vendanges » e di certo non vedrete più Parigi nello stesso modo !

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Terenzi, azienda emergente dell’anno

I vini della Maremma, Morellino di Scansano in testa, sono finalmente al centro dei riflettori tant’é che anche i mercati internazionali se ne interessano ed i numerosi imprenditori che si sono installati in zona lo hanno fatto con l’idea di produrre vini di qualità, scrivendo una nuova pagina dell’enologia toscana.

Tra questi l’azienda Terenzi che accoglie tutti coloro che hanno voglia di scoprire e capire questo terroir facendogli assaggiare i loro vini accompagnati da prodotti tipici locali. Ben posizionata, la cantina accoglie tutti quelli che prendono la strada piuttosto trafficata per andare alle Terme di Saturnia.

Tre sono i fratelli che dirigono l’azienda e tre sono le degustazioni possibili : la tipica, la classica e la ricca (prezzi a partire da 10€ a persona), delle degustazioni che assomigliano di più a dei veri banchetti.
I vini in degustazione sono 7 ed uno chef, cosi’ come il sommelier, sono a dimora per accogliere i visitatori che hanno anche la possibilità di soggiornare in azienda in una delle 9 camere della proprietà.

A sottolineare il successo del Morellino di Scansano, segnalo il duplice riconoscimento assegnato all’azienda Terenzi dalla Guida Vini d’Italia Gambero Rosso: Tre Bicchieri al Madrechiesa Riserva 2009 ed il premio speciale Azienda Emergente dell’anno (questo a soli sette anni dalla prima vendemmia).

“I riconoscimenti ricevuti rappresentano un punto di partenza importante per la nostra azienda e per tutto il territorio– afferma Federico Terenzi, Amministratore Delegato della Terenzi. – Siamo orgogliosi di essere testimoni nel mondo di una terra che al mondo ha molto da dare, a cominciare dai grandi vini. Ci auguriamo che il premio sia il primo passo per la rinascita di una terra magica che la mia famiglia ha scelto come luogo del cuore e dell’anima”.

“Se siamo arrivati a questo traguardo in un tempo così straordinariamente breve è grazie anche alle persone che hanno creduto nel nostro progetto – continua Federico Terenzi – Un ringraziamento speciale va all’enologo e amico Beppe Caviola, e a chi, lavorando con passione in azienda, ha permesso in poco tempo il raggiungimento degli obiettivi. Questo traguardo rappresenta per noi un punto di partenza di un percorso che ha molti progetti all’orizzonte”.

Come dicevo, l’azienda è condotta dai fratelli Federico, Balbino e Francesca Romana, che portano avanti con passione il progetto avviato dal papà Florio. Elementi distintivi sono il rispetto del territorio inteso come valorizzazione del terroir e attenzione all’ecosostenibilità.
La Maremma é un territorio tutto da scoprire, che deve ancora esprimere molte delle proprie potenzialità.

Potete acquistare i vini Terenzi direttamente online sul loro sito : http://www.terenzi.eu/2.0/

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