La festa dei cru del Beaujolais

Una volta all’anno, a primavera, su queste terre fatte di granito, si svolge la festa dei cru del Beaujolais. Qui, da sempre, uomini e donne producono vino con la varietà Gamay. Sono 10 le sottozone di produzione e di anno in anno la festa si sposta dall’una all’altra. Oggi siamo a Odenas per questo week end di feste paesane con musica ed artigiani che ci accolgono a braccia aperte.

Qui la degustazione é una cosa seria, i vini proposti sono tanti e la degustazione di vecchie annate uno dei momenti clou della festa. La madrina dell’evento é Miss Vicky Wine (alias Anne-Victoire Monrozier), figlia di un produttore della regione (Château des Moriers) e blogger attivissima,

una giovane pulzella che ha fatto della papera vibro il puntino sulle i del suo logo, ma sopratutto il simbolo di una gamma di vini disinibiti da lei selezionati, imbottigliati ed etichettati.

Appena si parla di Beaujolais in Francia tutti pensano subito al « Beaujolais Nouveau », il vino novello che é diventato un appuntamento fisso ed un fenomeno di simpatia (durante il quale bisogna davvero saper scegliere la bottiglia da aprire o si rischia il coma etilico)… ma nel Beaujolais c’é tanto da scoprire, inziando dalle due denomaninazioni: il Beaujolais ed il Beaujolais Village dove si producono vini bianchi, rosé ed i rossi (decisamente i più conosciuti) in 10 sottozone di produzione : Saint-Amour, Juliénas, Moulin à Vent, Chénas, Fleurie, Chiroubles, Morgon, Régnié, Brouilly e Côte de Brouilly. Ognuno di questi cru possiede una tale personalità che é riconoscibile alla cieca.

La Fleurie ed il Moulin à Vent sono la coppia nobile della denominazione, soffice la prima, robusto il secondo.

Il Château des Moriers produce vino dal 1850 su 9 ettari di Gamay dove quasi l’80% delle vigne hanno più di 50 anni. Gilles, il papà di Vicky, segue amorevolmente la produzione e si divide tra il castello e Parigi per sviluppare la parte commerciale.

Le vigne sono piantate sia in pianura che in collina il che dona complessità ai vari vini. La Fleurie é predominante sugli 8 ettari che circondano il castello, mentre l’ultimo ettaro di Moulin à Vent si trova dall’altra parte del ruscello.

L’attenzione data ai grappoli d’uva é importantissima per preservare gli aromi fruttati e fioriti tipici del Beaujolais. Il suolo é composto di granito rosa e di arenaria striata di manganesio, il che riduce la produzione stessa del Gamay lasciando solo il meglio dell’uva sulle piante e permettendo cosi’ l’espressione ottimale del vitigno.
Legno già usato per la Fleurie, legno nuovo per il Moulin à Vent che vista la sua robustezza lo sopporta più che bene, un prodotto raro che esiste solo in piccolissime quantità.

Nelle bellissime cantine del Château de la Chaize (sottozona di Brouilly), ho assistito alla degustazione dei Beaujolais vintage iniziando dal 2006 per arrivare fino al 1976. Eccovi la mia Cronaca degli assaggi :

Château de la Terrière 2006, Brouilly : un vino dai tannini densi marcati dal legno e da aromi di vaniglia. Molto persistente.

Domaine Les Roches Bleues 2005, Cuvée des Lys, Côte de Brouilly : un vino fruttato e minerale, più serio. La bocca si secca al primo sorso, la persistenza é breve.

Domaine Baron de l’Ecluse 2005, Côte de Brouilly : Aromi speziati di cedro e tabacco, anice (nota più vegetale), frutti rossi macerati nell’alcool, una bocca piena ma secca, una bellissima freschezza.

Caveau de Morgon 2004, Climat “Douby”, Morgon : More e fichi al primo naso, poi l’aspetto “animalesco” tipico della sottozona di Morgon si sveglia alla grande; una bocca fine e soffice, carnosa, tipica di un terroir più “tenero”.

Cave du Château de Chénas 2001, Moulin-à-Vent : un gran vino con ancora parecchio potenziale d’invecchiamento, le note patinate che arrivano con l’età si sentono il giusto, in bocca é pieno, corposo, con tanta materia e frechezza.

Château de la Chaize 2001, Brouilly : un vino teso, saporito, un vino di razza fatto per la gastronomia.

Hospices Civils de Romanèche Thorins, Collin Bourisset 2000, Moulin-à-Vent : un vino un po’ passato, ma dall’insieme piacevole e con dei tannini ancora ben presenti.

Domaine de la Roche Rose 2000, Régnié :  violetta, peonia, un vino dall’evoluzione piuttosto semplice ed in linea con i fiori.

Domaine des Ducs 2000, Saint-Amour : Fresco, dai tannini molto fini; dopo un po’ di agitazione per farlo ben aprire si scoprono aromi sorprendenti di agrumi.

Domaine du Pressoir Fleuri 1999, Chiroubles : lungo, ben definito, bella acidità.

Domaine Chevalier-Métrat 1999, Côte de Brouilly : un vino un po’ diluito, sapido, con qualche nota di spezie tipo cannella.

Château Thivin 1998, Côte de Brouilly : naso selvaggio e fumé, bocca minerale e sanguigna.

Les Vieux Cèdres, Maison Jean Loron, 1997, Morgon : uno dei più bei vini della degustazione, funghi, cenere di camino ed un bocca pronta per invecchiare ancora, persistenza impressionante.

Château Thivin 1997, Brouilly : molto aromatico, bella acidità, amarezza tipo semini, mazzetti di radici, cucita su un fondo speziato (erbe mediterranee).

Domaine de la Vieille Eglise, Maison Jean Loron 1997, Juliénas : Fruttato, marmellatoso ma senza stuccare, un naso complesso e generoso, pepe; il finale é un po’ pesante.

Domaine Chevalier-Métrat 1996, Morgon : un’acidità troppo presente, vegetale, finale metallico; da aspettare ancora un po’.

Château du Prieuré, Cuvée Raconat 1996, Brouilly : un naso strano, ingannevole, si sentono sia la freschezza che l’acidità, ma vengono dal passato, in declino, delicatamente.

Château de Pierreux 1989, Brouilly : un naso che rispecchia di più la sua età avanzata rispetto al palato. Note polverose, usate, patinate, l’ossidazione é già incominciata, note di vino cotto. In bocca invece prevaricano note calde di cioccolato. Da bersi velocemente.

Château du Prieuré, Cuvée Raconat 1989, Brouilly : Meno evoluto del precedente, cedro, cacao, minerale.

Château de Nervers 1976, Brouilly : la mia annata di nascita… una bocca ancora estremamente interessante ma un naso svanito (e qui non parlo di me!).

About Viviana Vecchione

Viviana Vecchione Moine, Sommelière, diplomata OIV , vive e lavora nel marketing del vino a Bordeaux. D’origine toscana, Viviana condivide la sua passione per i vini italiani ed in particolare per quelli della sua regione dove produce un'olio d'oliva eccezionale. Autore di vari libri enogastronomici, é lei che scrive i post sul nostro blog italiano e francese.
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