Valli fertili sui cui pendii sono piantati alberi da frutto e vigneti, le Cape Winelands racchiudono decori idilliaci e dimore di stile Cape Dutch…
Simon Van der Stel, che presideva l’allora Colonia del Capo, si reco’ per la prima volta nella valle di Stellenbosch nel 1679 ; trovandola fertile e ben irrigata, decise d’inviarci i « free burghers » (sorta di pionieri olandesi) che ricevevano in concessione le terre e gli strumenti (capi di bestiame) per lavorarle. 200 ughenotti francesi li raggiunsero poi nel 1668 installandosi più verso Franschhoek. Il loro savoir-faire, le piante che si portarono dietro ed il clima piuttosto mediterraneo della zona, permisero la coltivazione della vigna. La prosperità che tale attività agricola diede ai coloni, finanzio’ la costruzione di bellissime dimore che tutt’ora contribuiscono grandemente a mantenere lo charme della regione.
Questa regione ha mantenuto fino ad oggi tale tradizione vitivinicola e la grande varietà di suoli, dalle terre con un PH acido di Stellenbosch più prestigiose per l’uva a bacca rossa, fino ai terreni di calcare di Robertson eccellenti per i vini bianchi, permettono l’elaborazione di un ampio ventaglio di cru qualitativi. 100 tenute, 66 cooperative, 100 cantine, fanno vivere circa 300 000 persone. Quasi tutti accolgono gli enoturisti e le strade del vino tracciano itinerari romantici attraverso paesaggi mozzafiato e cittadine dall’architettura tipica.
Franschhoek é come un quadretto nell’ansa di una valle, Stellenbosch e Paarl conservano invece eleganti edifici storici, da Paarl la strada del passo del Toit’s Kloof svela panorami stupendi prima di arrivare nella valle del Breede River dove le vigne di Worcester et quelle di Robertson sembrano incastrarsi l’una nell’altra come dei pezzi di un enorme puzzle…
Ma é sicuramente Stellenbosch la cittadina più conosciuta e visitata che fu fondata dalla Compagnia olandese delle Indie orientali. La strada dei vini di Stellenbosch creata nel 1971 da tre delle più grandi tenute (Spier, Simonsig e Delheim) attraversa la cittadina.
Spier Wine Estate é sicuramente la tenuta la più conosciuta al mondo. Riceve tutti i giorni tra le 10.00 e le 16.00 e le degustazioni sono a pagamento www.speir.co.za
La cantina si trova ai bordi del Eerste River e già dalla metà degli anni ’90 ha iniziato un grande programma di sviluppo e rinnovo dovuto al cambio di proprietario : estensione dei vigneti (in particolare Merlot, Cabernet, Syrah e Pinotage) e sperimentazione universitaria sui vitigni, ricordiamo d’altronde che il Pinotage é una vitigno creato proprio in Sud Africa (Pinot Noir + Cinsault) da un professore universitario per adattarsi al meglio alle condizioni climatiche più calde della zona. In genere, i vini prodotti con il Pinotage sono ben strutturati, con dei tannini medi, degli aromi di frutta rossa, spesso accompagnati da note vegetali ed animali ( cuoio).
Potete mangiare presso uno dei 3 ristoranti della tenuta oppure distendervi sull’erba con un pic-nic, in estate l’anfiteatro accoglie tutta una serie di spettacoli e concerti, dall’opera al balletto classico. La chicca é comunque il Spier Vintage Train, un lussuoso treno che vi porta dalla stazione del Cap fino alla stazione privata della cantina…
Fu sempre Simon Van der Stel, 2° governatore olandese della Colonia del Cap, che nel 1685 fondo’ una tenuta vitivinicola che battezzo’ Constantia, oggi la cantina più vicina alla città del Cap. Nel 1712 la proprietà fu divisa in tre parti e la parte sulla quale era stata costruita la sua dimora, prese il nome di Groot Constantia. Gli edifici storici sono tutt’ora visitabili e dei bellissimi esempi dell’architettura Cape Dutch di origini olandesi.
Klein Constantia, altra zona di produzione iper conosciuta, era una delle tre parti della tenuta nel 1712. Li’ vi si produce ancora un vino moscato dolce come lo si faceva all’inizio del 18° secolo.
In ogni caso tutti i vigneti sembrano essere riuniti attorno alla zona dal Cap dove le brezze provenienti dalle acque fredde dell’Atlantico riescono a rinfrescare le terre altrimenti troppo calde. Ovviamente i vigneti che si trovano più sulla costa (e che quindi beneficiano di queste condizioni moderate), sono quelli che presentano il potenziale qualitativo maggiore.
In Sud Africa le denominazioni di origine sono gestite con un’altro sistema (più flessibile) chiamato WO : Wine of Origin che comunque ci comunica le informazioni necessarie sulle etichette (vitigno, annata ecc.). I luoghi precedentemente citati (Stellenbosch, Constantia…) sono le WO più qualitative. Da aggiungere la denominazione “Coastal” che significa appunto zona in costa.
Per quanto riguarda i vini bianchi, vi parlo ora di un vitigno che é la mia passione, il Chenin Blanc. Di origine francese (lo si trova sopratutto nella Loira, vicino alla città di Tours, nella denominazione Vouvray) é un’uva molto sensibile alla muffa nobile, per questo si possono produrre sia vini bianchi secchi caratterizzati da una buona acidità, da note di agrumi, di frutta verde e tropicale (mela, limone, ananas) ed aromi vegetali, sia vini dolci o semi-dolci intaccati dalla muffa nobile.
In Sud Africa, malgrado il caldo, i vini di Chenin Blanc riescono a mantenere un’ottimo tasso di acidità, a volte passando anche un po’ di tempo in legno come questo Chenin Blanc WO Western Cape del 2010 : per me un vino eccellente, fiorito, fruttato ( limone e pesca) e poi miele, burro, un naso complesso. In bocca é un’esplosione di pompelmo che viene accarezzato da una sensazione cremosa di vaniglia e miele.






































